martedì 21 luglio 2015

Iron botta di chiul

Sottotitolo
Cronaca di un'immensa botta di culo!

Sabato esco col Kekko, solita nostra uscita in bike del sabato... una di quelle uscite dove dopo 3km siamo già ai 37km/h per raggiungere o seminare vari ed eventuali ciclisti che troviamo nella nostra strada!
Parcheggiamo al parcheggio del Tigros di Buguggiate, un parcheggio sempre pieno perchè da li parte anche la ciclabile dal lago di Varese.
Prima di partire , prendo il mio sopravvissuto Garmin 305 (secondo cambio di batteria e incollamenti vari con nastro isolante) e lo metto sul tetto della macchina, non so perchè, ma volevo essere che prendesse subito i satelliti... mah... rinco dovuto all'alzata presto.
Partiamo e ci lanciamo nel nostro giro, obiettivo Arcumeggia e San Michele, un paio delle più battute salite del varesotto.
Siamo a 25km dalla macchina... sono davanti che tiro... non so perchè ma la mente precipita in un SEGMENTO di Strava da fare a bomba e.......... "NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO Kekkooooooooooooooooo... *ç°?#][@^&%*ç°?#][@^&%... il Gaaaaaaaaaaaaarminnnnnnnnn!!!"
Porca l'oca, ricontrollo le tasche per sicurezza e nada... ricordo di preciso di averlo lasciato sul tetto della macchina e poi siamo andati!!! Noooooooooo stracacchiooooooooooooo!!!
Kekko: "Questo è un bel casino... per te quello è come un figlio... ahah"
Che fare, tornare subito a bomba lungo il lago sperando che sia ancora lì o farsi il bel giro con le salite al fresco e poi tornare sperando che sia ancora lì?
Ovviamente abbiamo scelto la seconda... "Se deve andare di culo va di culo... almeno mi son goduto il giro!!!"
Ci spariamo il nostro giro, fighissimo anche se non c'era tanto fresco ma un'umidità pazzesca... un paio di soste fontanella e Arcumeggia e San Michele erano nostre.


Giù a bomba in discesa, almeno sentiamo un po' di fresco.
Per tornare vogliamo mica farci mancare un po' di salita? Noooooooooooooo!!!
Quindi via per la Grantola, dove passiamo un tale con una certa età in MTB, vestito totalmente con vestiti all'opposto del tecnico ma con un a fascia in testa stile kamikaze giapponese che gliela volevo troppo rubare.
Finiamo con "mezzo" Brinzio e poi giù, si va verso la macchina.
Mancano due km...
"Kekko... secondo te c'è ancora o no? Ho un 50% di possibilità di avere un culo enorme e il 50% di possibiltà che una qualsiasi persona si sia fatta il regalo!
Ma cacchio è tutto inscocciato chi cavoli se lo prende?
Ma dai vedrai che è passato un runner e me lo ha nascosto sulla ruota o lì vicino!"
Mille domande... finchè arriviamo al parcheggio e.... 
"Kekkooooooooooooooooo c'èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!! Eccolo lììììììììììììììììììììììì aaaaaaaaaaaahhh!!! Pazzescooooooooooooooooo... il mio tatooooooooooooo!!!"


Incredibilmente era ancooora lì... mitico il mio inscocciato Garmin 305 survivor alive highlander!!!
Che botta di IRON CUUUUUUUUUUUUULOOOOOOOOOOOO!!!
Evito di accenderlo per non far saltare la batteria e tutto l'orologio dato che, visto che è stato in quella posizione per 4 ore, scottava come un'oliva ascolana appena cucinata!
Pazzesco... ci spariamo una Red Bull per festeggiare e brindiamo alla tua... 


Per la cronaca 80 buonissimi km!

A bombaaaazzaaaaaa

giovedì 16 luglio 2015

IronGuzzo motivation of the day!

Era da un po' che non smanettavo con qualche immagine come piace e diverte a me.
Nonostante il blog si è un attimo rallentato, io sono sempre alla ricerca di motivazione sia per me, ma anche per chi ha la sfortuna di cadere a leggere queste righe..
Stamattina arrivano sulla mail del Varese Triathlon le foto dello Sprint di domenica scorsa a Lecco e... booom... arriva al volo l'illuminazione.
Una fighissima foto del nostro mitico super warrior Andrea in action!!!
La rubo subito e.............. BOOM!


Buona motivazione e sempre a bombaaazzaaa!!!

Per chi non sa l'inglese e non ha voglia di sbattersi con il translate...

Hai lavorato per questo.
Ci hai messo tempo,
dedizione, impegno.
Ora è il momento di credere in te stesso.
Ora è il momento di dare tutto.
Sii forte. Sii concentrato. Sii positivo.
Tu Puoi farlo.
Tu sei un TRIATLETA!

lunedì 6 luglio 2015

Ironman Nizza 2015 - Il racconto di DOC Ale

Dopo il grande racconto da brividi di Marco... eccone un altro, quello del mitico DOC Ale Lo Curto che ci fa rivivere una sfida interminabile, dove la sua grande forza di volontà l'ha portato a varcare la finish line... non come voleva lui... ma per me lui ha vinto contro il DRAGO!

La lunga lotta contro il drago
Le imprese sportive, di qualunque portata esse siano, finiscono per diventare dei possenti viaggi nell’ego. Quello che è accaduto al mio corpo e alla mia anima quel tranquillo weekend d’inizio estate è inenarrabile. Ma ci provo comunque.
Amo Nizza con tutto il mio cuore. Stranamente il Drago mi ha lasciato libero di scegliere il territorio della nostra contesa. Mi ha fatto quasi tenerezza, il Drago, per questo suo tentativo di concedermi un misero punticino di vantaggio. Ma il Drago non dà niente per niente, è come uno spregevole strozzino, rivuole indietro tutto ciò che ti concede, con interessi micidiali. E se non paghi, allora gioca sporco, si prende tutto te stesso, svuota ogni nanogrammo della tua energia e della tua determinazione, portandoti dove crede tu meriti di andare: nella polvere. Se invece paghi, quando ti ha salassato anche dell’ultima goccia di sangue, si compiace nel troneggiare su di te che agonizzi ai suoi piedi, ma incredibilmente…sorride. Sorride perché sei stato forte e leale con lui e con te stesso, non mostrando spavalderia ma affrontandolo a viso aperto, rispetta il tuo coraggio nell’averci anche solo provato, condivide la tua gioia nell’esserci riuscito, e fa entrare quel sorriso nella tua anima, per non uscirne mai più, portandoti dove crede tu meriti di andare: a prenderti un sogno.
La mia macchina procede verso il sud della Francia, il mio viaggio passa attraverso luoghi che conosco fin troppo bene, marchiati a fuoco dentro di me per le fortissime emozioni che hanno saputo darmi e ancora mi danno. Lungo la striscia d’asfalto che costeggia le spiagge della Liguria di Ponente, d’un tratto i cartelli stradali iniziano a parlarmi in francese. Adesso è davvero troppo tardi per tornare indietro, ho ufficialmente raccolto la sfida del Drago. Ho avuto l’occasione di ripensarci e di scappare, ma farlo ora mi costerebbe la vita, al Drago non piacciono i vigliacchi e i millantatori, non ama chi prima tira il sasso e poi nasconde la mano. Devo proseguire, come se non ci fosse un domani.
Lungo la Promenade Des Anglais, il nome del Drago si legge ovunque, anche negli occhi della gente, sulle visiere dei cappellini, sul dorso degli zaini, sulle t-shirt…è il decimo compleanno del Drago di Nizza, e da queste parti hanno intenzione di festeggiarlo per bene.
Le quattro mura della mia camera d’albergo mi si stringono addosso, non riesco a stare al chiuso, fa caldo, devo uscire. I miei commilitoni sono in giro, li incontro a scaglioni, chi va a rendere omaggio al Drago comprando un gadget in suo onore (come se lui si lasciasse corrompere!!!) e chi si procura le armi necessarie per combatterlo. Vedo nei loro occhi la stessa luce che loro vedono nei miei, hanno la stessa voglia di incontrare il Drago e di misurarsi con lui nella più epica delle battaglie.
Sono un maniaco dell’ordine, ma devo desistere, non riesco a pensare a niente tranne all’ovatta che ho nella testa. Ascoltare la mia musica del cuore non serve a stemperare l’ansia e la tensione, così, dopo pranzo, passeggio per qualche ora in mezzo agli innumerevoli fan del Drago prima di portare il mio cavallo in scuderia.
Il mio cavallo scalpita, non vede l’ora di affrontare il Drago. E’ il mio compagno fedele di tante avventure oramai da due anni, un purosangue marca Specialized rosso fuoco, con un cuore Dura-Ace dai battiti indomiti, e quel cuore batte ora all’unisono con il mio. Parlo spesso col mio cavallo, siamo in simbiosi, finora non mi ha mai tradito lasciandomi a piedi in mezzo a qualche landa desolata e squassata dal sole o dalla pioggia, e so che non lo farà neanche domani. Ha voglia di combattere, il mio cavallo, sa quanto sia importante per me questa battaglia, e dopo un lunghissimo giro per le montagne della Costa Azzurra mi riporterà sano e salvo a Nizza, per lo scontro finale.
Dopo aver salutato il mio destriero, lasciandolo nelle mani sapienti degli stallieri nizzardi, ho bisogno di sentire il mare. Una parte della battaglia avrà luogo in acqua, così voglio prendermene un assaggio. Mi lascio cullare dalle onde, la gente mi osserva incuriosita, alcuni ragazzini notano il braccialetto del Drago al mio polso destro e mi stringono la mano, quasi a volermi dare un estremo saluto.
Le tenebre calano sul luogo della battaglia, il mio corpo e la mia anima cominciano a fondersi, a diventare tutt’uno sotto il cielo stellato. Rimarrei volentieri a vedere il bacio di Venere e Giove, ma devo riposare, al Drago non piacciono i tiratardi e mi costringerà a levarmi prima dell’alba.
Al momento della partenza verso la scuderia, i miei compagni di battaglia mi affiancano, camminano fieri e impettiti, anche se sanno fin troppo bene che il Drago non si lascia impressionare dalla statura e dal petto in fuori. A lui interessa quello che hai dentro, non quello che cerchi di far trasparire da fuori. Mando un saluto al mio cavallo, un’ultima carezza affettuosa, prima di indossare l’armatura di neoprene e scendere verso il primo campo di battaglia, dove i miei luogotenenti, a bordo di moto d’acqua, gommoni e canoe, aspettano.
Finalmente, la prima battaglia ha inizio. E’ una fase di studio, non è ancora il momento di sferrare colpi importanti. Le condizioni del mare sono ottimali, l’acqua scivola sulla mia armatura in maniera naturale, la lotta inizia a farsi entusiasmante, il Drago comincia a studiarmi, mi guarda con rispetto mentre, a larghe bracciate, mi avvicino sempre di più alla scuderia, da dove partirà la battaglia vera e propria, quella a cavallo.
Il mio destriero scalpita più di ieri, non mostra nervosismo, è impaziente di partire. In pochi battiti di cuore, il GPS segna già 15km, sono fiero e rilassato, consapevole dei miei mezzi, sto vincendo la mia battaglia!!! Ma ecco che il Drago intuisce un filo di spavalderia sul mio viso e decide d’iniziare a farmi del male. Chiama in aiuto un suo fedele alleato, il Fuoco, e dai più profondi recessi del suo essere mi investe con potenti fiammate, senza pietà, raggiungendo l’apice della sua forza distruttiva al Col De l’Ecre, dove riesce a ferirmi per la prima volta. E’ una ferita grave, il piede sinistro, che mi ruppi quattro anni fa, manda sinistre fitte di dolore. Per fortuna, al check-point cronometrico, i miei luogotenenti hanno portato la mia sacca bianca, così riesco a ristorarmi quel tanto che basta per riprendere a combattere. Avevo paura che il Drago fosse sleale, che scegliesse di colpirmi mentre ero debole e depauperato, invece, tutto sommato, è un avversario leale, non ficca coltelli nella schiena in mezzo alle scapole, non usa l’arma della vigliaccheria per piegare il coraggio e la determinazione. Ma il Drago sa come indebolire l’avversario, e, pochi km dopo, erge davanti a me una rampa della quale non avevo memoria. Il Fuoco continua a colpirmi, nonostante cerchi di contrastarlo con il suo acerrimo nemico, l’acqua, e il Drago, intuendo la mia tenacia, se ne compiace e comincia ad entrarmi dentro, invadendo pian piano i profondi recessi della mia anima, finchè, al culmine della mia sofferenza, in forma di suadente demonio tentatore, cerca di convincermi a smettere di lottare. Prima di scollinare per la seconda volta in meno di due ore, vorrei smontare da cavallo e mettere fine alla lotta, ma il Drago ama solo gli avversari meritevoli, il suo occhio è puntato costantemente su di me, così non accetto di piegarmi, continuo a lottare, metro dopo metro, km dopo km, finchè Nizza si profila di nuovo all’orizzonte.
Con la testa fra le mani, faccio un inventario delle forze che mi sono rimaste, durante i minuti di tregua che il Drago mi concede. E’ là fuori, lo sento, ed è pronto ad avvolgermi con le proprie spire nella terza e ultima battaglia. Comincio a correre, il suo alito di fuoco mi fa sudare sangue, ormai è una guerra di nervi. Intuisco una certa inquietudine nell’occhio del Drago, come se iniziasse a provare timore reverenziale per questo minuscolo soldatino disposto a soffrire fino all’ultimo pur di non venire fermato dalla sua potenza. Sembra aver esaurito tutte le sue risorse, non sa più che altro fare per mettermi in difficoltà, se non provare a sfidarmi sul mio stesso terreno: la testa. Il Drago sa che competere con me sul piano fisico lo porterà alla sconfitta, sa che ho conservato abbastanza energie per arrivare in fondo e sconfiggerlo, così cerca di minare la mia tenacia, pianta il seme del dubbio nella mia testa, la mia determinazione vacilla. Ora so, buttando un occhio al GPS oramai scarico, che non c’è più tempo per finire, e la mia testa si spegne come una radio…è finita, non arriverò mai in tempo, il Drago ha vinto…e invece no, improvvisamente, tre angeli custodi, uno in bicicletta e altri due di corsa, iniziano a muoversi al mio fianco…tieni duro, il Drago ti sta sconfiggendo sul tuo stesso terreno, non permetterglielo, continua a correre, riprenditi l’anima che lui voleva strapparti…così, con gli angeli al mio fianco, continuo a correre, la finish-line si profila all’orizzonte…e finalmente lo vedo, il Drago, in carne e ossa, appollaiato su uno stipite, in forma di una gigantesca IM rosso fuoco…non voleva perdersi la mia disfatta, invece assisterà al mio trionfo…col fiato spezzato dall’emozione, supero uno sbigottito Drago e taglio il traguardo.


Rannicchiato su me stesso, con la testa in mezzo alle gambe, finalmente piango. Il Drago s’intenerisce, si accoccola di fianco a me, mi circonda le spalle con una delle sue possenti ali. Pronuncia parole in francese, non lo capisco, le orecchie mi fischiano…credo stia dicendo qualcosa tipo: ‘‘Guerriero, oggi abbiamo vinto entrambi. Sei stato un grande avversario, ti sei guadagnato il mio rispetto. Fra un anno, se te la senti di sfidarmi ancora, io ti aspetterò…ma ricordati, l’anno prossimo ci sarà un solo vincitore’’.
Il Drago improvvisamente scompare.
Mi lascia lì, fra lacrime e sudore, a leccarmi le ferite che mi ha inflitto durante questa lunghissima giornata campale.

Forse ci vorrà tempo per comprendere pienamente il senso di quest’immane fatica, ma già adesso penso che anche solo concedersi di lottare contro i propri limiti ti dà una chance per valicarli.

Qualunque sia la sfida, che si chiami Drago o che si chiami vita.

IRON-DOC Alessandro Lo Curto

venerdì 3 luglio 2015

Ironman Nizza 2015 - Il racconto di Marco

Domenica scorsa c'è stato il mitico Ironman di Nizza e un botto di amici guerrieri ha affrontato il DRAGO in una battaglia caldissima... come sempre carica di emozioni e con bancali di fatica!
COMPLIMENTI A TUTTI I FINISHER
E A TUTTI QUELLI CHE HANNO PROVATO
A SCONFIGGERE IL DRAGO!!!

Vi posto con grande piacere il racconto del compagno Marco del Varese Triathlon... pettorale 4000... un guerriero con le palle grosse e che non molla mai!!!
Leggetelo tutto d'un fiato... l'emozione di questa gara è un qualcosa di pazzesco!!!


CAPITANAMERICA1971 vs IRONMAN 1-0

Lunedì 29 giugno, ore 5.15
Non riesco più a dormire, qualche doloretto qua e la ma neanche troppo. Parto con il raccontare la cosa più bella della giornata di ieri. Tutta la squadra, presente in loco a Nizza e via rete, che corre accanto ad un indomabile guerriero che conquista la finish line dopo più di 16 ore di gara! Grazie superLO CURTO!!!
Dopo questa piccola premessa, veniamo a noi!
Sembra ieri che in un momento di pura follia, ho inserito il mio nome e tutti i dati sul sito dell’IronMan per iscrivermi… invece sono passati ben 10 mesi… mesi di allen
amenti, consigli preziosi da parte dei “veterani” di questa impresa, sacrifici e tanta, tanta voglia di arrivare a Nizza.

Mercoledì 24
Partenza con tutta calma in mattinata in direzione Francia dopo aver caricato il Defender con tutto, forse anche di più di tutto, quello che serve. Praticamente un mini trasloco (mi viene male a pensare di ricaricare tutto per il ritorno). Arrivati a Nizza si capisce subito qual è il vero problema… trovare un parcheggio… Un delirio vero e proprio che culminerà nei giorni a seguire con multazza di 17 euro. Visto quello si paga ai parcheggi custoditi forse non devo lamentarmi!!!
Un paio di giorni tra spiaggia e mini prove della muta (praticamente è più lungo il tempo che impiego per indossarla della finta nuotata che faccio in acqua) in attesa che arrivi il D-day, intercalando momenti di assoluta calma (Marco, non sei in vacanza!!!) con momenti di Iron-panico!!!

Giovedì 25
Ritiro pacco gara alle 10 di mattina, praticamente non avevano ancora finito di allestire i tendoni, ma l’ansia inizia ad essere palpabile e penso, prima sistemo tutta la parte “burocratica” meglio è! Foto di rito con Flavia, mia prima supporter, anche perché mi ha proprio sopportato oltre che supportato in questi mesi e per questo non la ringrazierò mai abbastanza!!! Qualche piccolo acquisto all’Expo ma decido che alcune cose le prenderò solo Lunedì in caso di esito positivo… non sono molto scaramantico eh!!!
Il tempo di arrivare in appartamento ed ero già pronto per andare in zona cambio a fare il check-in… Casco con adesivi, bici pronta, pettorale montato, numero sulla cuffia attaccato… Marco… RELAX, ripigliati, è solo giovedì pomeriggio… Mi rileggo il programma per l’ennesima volta… magari mi è sfuggito qualcosa!!!

Sabato 27
La giornata è dedicata al riposo, un paio di orette in spiaggia al mattino presto e poi rimango in
appartamento. Termino gli ultimi controlli al materiale che mi servirà domani e preparo le borse da portare al check-in!
Mi sento con superGRILLO per andare a consegnare insieme bici e tutto il resto, meglio dividere e condividere l’Iron-panico con qualche amico!!!
Controllo che tutto sia in ordine (praticamente per la 100esima volta), foto di rito alla bici, un saluto ai compagni di questa avventura che incontro in zona e poi mi rifiondo in camera alla ricerca di un riposo reso difficile dalla consapevolezza che domani saranno c…. acidi… Cena presto con pastazza al pomodoro e preparazione panini … pane integrale, bresaola, grana, un filo d’olio ed ingrediente segreto… datteri … Ricordo dell’esperienza alla 100 km del Sahara, e col senno di poi, visto la temperatura durante la maratona, non c’era molta differenza a parte la sabbia!!!

Domenica 28
Sveglia ore 4:00. Colazione come d’abitudine, bicchierozzo di succo di barbabietola (grande IronNITROMAX!!!), metto le lenti a contatto e sistemo le ultime cose! Trascino Flavia giù dal letto ed usciamo in direzione della Promenade! Per strada si vedono quelli che tornano dalla seratona mezzi ubriachi, gli spazzini che con l’idrante puliscono le strade e se non stai attento ti portano via, ed una serie di individui vestiti con body attillati, borse bianche ed arancioni, con la pompa della bicicletta in mano che camminano come zombie con lo sguardo fisso nel vuoto e perso nei propri pensieri. Mi viene da dire, ragazzi, ma non siamo mica tanto a posto di testa!!!
Dopo aver caricato la bici di cibo e beveraggi vari come se dovessi fare la “coast to coast”, mi dirigo in zona spiaggia; devo assolutamente fare la prova acqua prima della partenza. C’è già un delirio pazzesco ma lo spettacolo dell’alba sul mare ha la meglio sui miei pensieri e mi regala qualche secondo di tranquillità.
Prova muta fatta, mi rendo conto che adesso non si torna più indietro, mi avvicino alla zona di spiaggia da dove devo partire (sassi maledetti, che male ai piedi) e aspetto…

SWIM
Colpo di cannone (non so se c’era o se me lo sono solo immaginato!!!) e … via!!! Si fa per dire via, 2700 persone che si tuffano in mare, CONTEMPORANEAMENTE, un po’ di traffico lo creano… Ho subito la conferma che i racconti di IronNICO, IronGUZZO, IronKEKKO ed IronASTO su Nizza non erano cose dette così per “tirarsela” un pochino, qui o tiri fuori le palle e mantieni la testa concentrata o non ne esci. Faccio neanche 50 metri, e dopo la prima gomitata in pieno occhialino (viva la doppia cuffia!!!), mi arriva subito la seconda. Inutile incazzarsi
e rispondere anche se l’adrenalina in circolo è tanta e ti verrebbe spontanea la reazione, decido di cercare di fare quello per cui sono qui adesso… nuotare… Inizio a farlo in modo dignitoso dopo la prima boa di ritorno del primo giro e penso che ormai il peggio è passato… illuso!!! Prima di concludere il primo giro un braccio da dietro mi afferra per la gamba sinistra e cazzo, sento il chip che se ne va… (p.s. infilato anche sotto la muta!!!). Non so come ho fatto ma con la mano destra l’ho preso prima che si sfilasse completamente e mi sono fatto le ultime due boe con il chip in mano! Appena arrivato sul tappeto, riposiziono sto benedetto chip prima di passare dal rilevamento e via verso gli ultimi 1400 metri (penso tra me, è solo Playa-Coppale e ritorno!!!). Secondo giro, meglio, molto meglio! Nuoto fino all’arrivo sui tappeti e come per incanto la mano, questa volta amica, del volontario mi tira fuori dall’acqua, ci sta anche un “bravò” alla francese, e via verso la zona cambio…

T 1
In zona cambio mi sembrava che il tempo si fosse fermato… (non è così per il cronometro chiaramente … 11 minuti e 15 secondi …), seduto comodamente, sfilo la muta, la piego, la rimetto ordinata nel sacchetto, recupero le cuffie e le metto insieme, gli occhialini… ohhhhhh, SVEGLIA!!! Va che non è che adesso arriva la cameriera con il mojito ghiacciato con l’ombrellino… Mi ripiglio un secondo e mi vesto finalmente per la bici.

BIKE
Bici in mano corro verso l’uscita, incontro subito qualcuno, il mitico PICCHIO-VITTORE che con una mano si aggiusta il pantaloncino, con l’altra cerca di infilarsi un guantino che non entra… ma la bici chi la tiene… sorge subito il sospetto di una bici telecomandata con motorino ed invisibile. Ci salutiamo velocemente e poi in sella. Il sospetto della bici invisibile mi è rimasto comunque perchè parto davanti a testa bassa e solo verso i 110 km lo incrocio avanti a me di circa 20-30 km… Ma quando cavolo mi hai superato PICCHIO???
Per il giro in bici COMMENTO POSITIVO: bellissimo giro!!! Panorami fantastici immersi nella natura, piante, fiori, animaletti vari, guarda c’è pure un grillo… No, no, è proprio il superGRILLO!!! Va su come uno stambecco (…ma non era un grillo???), con il suo body bianco si alza sui pedali come un vero scalatore, a fatica lo raggiungo e gli dico: “tranquillo, adesso spiana…”, o forse penso di dirlo ma iniziamo a parlare del più e del meno … e ci divertiamo un casino!!!
COMMENTO NEGATIVO: arrivo ai 70 km assaporandomi la RedBull bella fresca che ho preparato nel sacco arancione insieme alle altre cosine che mi servono per i prossimi 110 km. Chiedo il sacco ma il sacco non c’è… CHE COSA??? Datemi il mio sacco … Sorvolo sui “francesismi” che mi sono lasciato scappare… dopo circa 7-8 minuti di discussione, uno dei volontari decide di controllare nell’altro gruppo di numeri come suggerivo in tutte le lingue conosciute, dialetti compresi. Perdindirindella… era proprio nel posto sbagliato… Mi lascio scappare un “va dar
via il c…” che anche se in perfetta lingua italiana viene capito benissimo dalla scopa in c…o che sosteneva che non potevano esserci sbagli nel posizionamento delle sacche!!!
COMMENTO NEGATIVISSIMO: riparto, ma il superGRILLO dov’è??? Ho perso il superGRILLO… Nooooooo!!!
COMMENTO: arrivo sulla Promenade, vedo atleti che stanno già correndo la maratona… Fa un caldo pazzesco, h
o la sensazione di non voler più scendere dalla bicicletta, di voler prolungare l’attimo che mi separa dall’inizio della vera agonia che mi aspetta… Rallento e mi “godo” gli ultimi km di vento sulla faccia…

T 2
Memore del precedente cambio questa volta voglio fare un pò più rapido… sti cazzi, viva la rapidità, 10 minuti e 6 secondi…
Mi cambio completamente in una tenda dove ci saranno almeno 50 gradi… ma va bene, vedrai quello che ti aspetta!!! Mi man
ca non aver incontrato qualche faccia amica per scambiare due parole in zona cambio, ma forse è meglio così, altrimenti ci facevamo portare un tè coi biscotti in tenda…

RUN
CALDO, CALDO, CALDISSIMO e poi CALDO…
Inizia la maratona ma a differenza delle altre volte, non la considero come un percorso di 42,195 km, la vedo più come un viaggio verso la meta, intercalato da piccoli traguardi di 1,7 km, i ristori, come oasi nel deserto… e per le temperature non ci si allontana molto… Per fortuna scorgo le facce sorridenti dei supporter del VATRI che con la loro carica, instancabili ed indomiti sotto il sole che picchia gridano “VAI TONSILLA!!!”, vi assicuro scarica di adrenalina a bombazza come direbbe IronGUZZO!!! Corro bene, al mio ritmo come mi ero prefissato fino al 26esimo km. Di solito il caldo non mi da fastidio ma oggi è veramente dura. Mi avvicino all’aeroporto (maledetto aeroporto…) e vedo IronASTO che sdraiato sull’erba non si muove e mi fa segno che purtroppo oggi non ce n’é… cazzo se anche il Guru si ferma siamo fatti…, dopo qualche km vedo una magliettina del VATRI, è superZANZI che cammina… Mi avvicino (si fa per dire perché non so quanto ci ho messo a raggiungerlo) e inizio a camminare con lui. Sconsolato mi dice: “ma che cosa stiamo facendo??? Io arrivo alla zona cambio e mi fermo!!!” CHE COSA??? NON PROVARCI NEANCHE MORTO!!! Ci mettiamo insieme a corricchiare e piano piano procediamo! Dopo succede qualcosa, entro involontariamente in modalità “risparmiati o non ci arrivi”. In compagnia di superZANZI conquisto il terzo braccialetto, quello blu, poi si va fino alla fine!!! Scorgo il PICCHIO-VITTORE che ha una smorfia di sofferenza in volto ma continua a correre come un dannato, ormai lui ha finito e va verso la finish line. Poi la LUNGA-BLONDY che corre come una gazzella nel deserto e tra un pò ci ripiglia… Finalmente un miraggio!!! Vedo qualcosa che saltella, con passo
leggiadro, incurante del caldo con il super pelo che esce dal body… il superGRILLO!!!
Grillo lo so che ti eri depilato tutto, ma sarà stato il caldo o non so cosa, io ho visto uno zerbino uscire dal tuo body… faceva veramente caldo…
Chiacchera dopo chiacchera, ristoro dopo ristoro con superZANZI vediamo la finish-line. Incredibile. Scorgo la faccia di IronNICO che mi dice: “vai, grande Marco, ce l’hai fatta, adesso sei pronto per pensare ad iscriverti ad un altro IronMan!!!”. Lo saluto con vera gioia e gratitudine per i 1000 consigli che mi ha dato in questi mesi e preso dall’entusiasmo mi lascio scappare un “COL C…O CHE MI ISCRIVO ANCORA!!!”.

FINISH LINE
13:04:22
Non ci sono parole per descrivere quello che si prova in quel momento anche perché penso che per ognuno sia diverso e vissuto in modo molto, molto personale. In un momento il peso di tutti i sacrifici fatti nei mesi precedenti svanisce e lascia posto ad una gioia mista a soddisfazione che penso ricorderò per tanto tempo.
Quello che so, è che ho avuto il privilegio di poter concludere questo viaggio e di farlo con un amico, compagno di avventura che ha reso ancora più bello un momento veramente indimenticabile (come cita un proverbio africano, “se vuoi arrivare primo, corri da solo, se vuoi arrivare lontano, cammina insieme”).
Devo dire grazie a tutta la squadra del VATRI, supporters con la S maiuscola sia sul campo che da casa; la vostra forza nel sostenere tutti noi è stata insostituibile e fondamentale. Grazie ad IronNICO, IronKEKKO, IronGUZZO, IronNITRO(barbabietola)MAX ed IronPASTINA per tutti i consigli che mi avete dato in questi mesi.
Il grazie più grande lo devo dire però a Flavia. Per la sua pazienza, il suo appoggio (quasi) incondizionato ed un bel po’ di tempo trascorso a sopportare allenamenti, trasferte ed assurde richieste; senza la sua vicinanza non avrei potuto arrivare fino in fondo. GRAZIE AMORE!!!


Per gli amanti delle statistiche e dei numeri
km percorsi a nuoto: 249,39
km percorsi in bici outdoor: 2.077,62
ore trascorse in bici indoor (modalità criceto): 47h 11m 39 s
km percorsi di corsa: 1.074,12
calorie: 180.970 Cal
ore totali di allenamento: 321h 42m 24s
numero di lenti a contatto: 506
bottiglie di barbabietola: 28
consigli: mai troppi
momenti di sconforto/scazzo: qualcuno
sacrifici: parecchi
alcool: 2 bicchieri a capodanno
momenti di gioia/divertimento: tantissimi
sostenitori/supporters: molti
squadra: una sola, VARESE TRIATHLON


Marco,
alias TONSILLA,
alias capitanAmerica1971